E’ iniziato proprio così, per gioco. Cià, andiamo a vedere perché non riesco a fare più di un giro di Parco Sempione.
Una cosa tira l’altra e scopri che il quadro coincide con Gliomatosis Cerebri, simpatiche cellule gliali che decidono di dare foho al lohale e di farmi pensare “ma vedrò la mia topina bella compiere due anni?”. Però è consigliata anche visita neurochirurgica, così, giusto per.
Ed è così che arriva un angelo in mio aiuto, che già conoscevo da una trentatreina di anni, che in quattro e quattr’otto mi mette nelle mani di quella che sarà una delle mie dottoresse, una di quelle Bud Spencer in grado di tirarti su nel giro di due parole.
Astrocitoma Anaplastico di 3° grado. Ecco il suo vero nome.
Al professorone del referto suggerisco un po’ più di prudenza nel trarre le conclusioni, perché grazie al buon Dio, a tutto l’affetto a che ho ricevuto a sorpresa e al rapporto che si è costruito con tutti i medici infermieri e tecnici, non solo ho festeggiato il compleanno della mia signorinella, ma sono qui bello carico per il percorso che ho davanti.
E si, guidati da stelle sicure, ci ritroveremo in qualche angolo di mondo lontano, nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati, o sui sentieri dove corrono le fate.
Astrocitoma: no, non fa paura (emorroidi e trombosi si che ne fanno di paura), e se lo ripeti un po’ di volte capisci che sempre di stelle si parla!