Così mi hanno insegnato a stare in campo, fin da sempre. Un passo avanti portando il pallone con la punta e con la suola e uno sguardo indietro da fabbro puro. Per tutti, perché è così che si fa squadra.
Un mediano che con un 4 sulle spalle che è diventato 19 perché era l’unica taglia L rimasta, che da alto scivolava accanto al libero, che provava gli anticipi e poi rincorreva grazie a quei pochi battiti al minuto. Finché provava il NUMERO fallendo miseramente…SEMPRE!
E diciamo che forse è questa la canzone che può riassumere al meglio quello che ho deciso sarebbe stato il mio modo di stare al mondo. Senza vincere mondiali, ok, ma con tante persone mondiali al mio fianco.
Pè quader eh, ma ci siamo divertiti di brutto!
Una vita da mediano
A recuperar palloni
Nato senza i piedi buoni
Lavorare sui polmoni
Una vita da mediano
Con dei compiti precisi
A coprire certe zone
A giocare generosi
Lì
Sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai stai lì
Una vita da mediano
Da chi segna sempre poco
Che il pallone devi darlo
A chi finalizza il gioco
Una vita da mediano
Che natura non ti ha dato
Né lo spunto della punta
Né del 10 che peccato
Lì
Sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai stai lì
Stai lì
Sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai
Finché ce n’hai stai lì
Una vita da mediano
Da uno che si brucia presto
Perché quando hai dato troppo
Devi andare e fare posto
Una vita da mediano
Lavorando come Oria li
Anni di fatica e botte e
Vinci casomai i mondiali
Lì
Sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai stai lì
Stai lì
Sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai
Finché ce n’hai
Stai lì