Dicevamo… l’area…
E fu così che il concetto di integralità divenne punto focale per la mia vita e per la mia pancia.
Prendere la sacra focaccia della Tina e trasformarla in una variante integrale era un rischio. Già me l’immaginavo dura, non lievitata, amara (tipo quella di Eataly insomma).
Quindi che fare? Improvvisare. Grazie cortisone per avermi fatto svegliare alle 4:11 e pensare alla soluzione: bilanciare gusto e consistenza con cose che posso mangiare.
Ingredienti:
- mezza tazzina da caffé di latte d’avena (perché più dolce del latte normale);
- un cubetto di lievito di birra fresco;
- 150 g bicchiere di acqua tiepida nel quale era stato sciolto mezzo cucchiaino di miele (per far mettere il turbo alla lievitazione);
- 250g di farina integrale;
- 200 g di farina 0;
- un cucchiaino di sale;
- 112g di olio di oliva (c’è un motivo per una tal precisione: parte da una misurazione fatta a occhio);
- altri 56 g di olio di oliva;
- altri 150g di acqua;
- altri 56 g di acqua;
- sale grosso (non fare il pidocchio).
Attrezzatura
- un forno;
- due fogli di carta da forno;
- una ciotola per creare l’impasto;
- un posto in cui stendere l’impasto e lavorarlo;
- un mattarello;
- un barattolo con coperchio.
Procedimento
- scalda il mezzo bicchiere d’acqua (che diventi solo tiepida);
- scioglici dentro il miele;
- scioglici dentro il cubetto di lievito;
- sciogli il cucchiaino di sale nell’acqua restante;
- metti tutti gli altri ingredienti in una ciotola con quest’ordine: farine, acqua con lievito, olio, latte d’avena, resto dell’acqua salata;
- impasta tutto con un cucchiaio (le mani le userai dopo);
- metti su una spianatoia e abbonda di farina: impasta con le mani come fosse un rotolo bello grosso finché non si attacca più al piano di lavoro;
- vai di mattarello e stendila su una teglia ricoperta con carta da forno ben oleata;
- ribaltala, in modo da oleare l’impasto su entrambi i lati;
- mettici sopra un altro foglio di carta da forno;
- mettilo in un locale chiuso a farlo lievitare per un ora e mezza;
- passata un’ora, accendi il forno statico a 200°;
- fai sprofondare le dita facendo i classici buchi;
- emulsiona olio e acqua come se fosse magia, agitandole nel barattolo con coperchio con tutta la tua forza finché non diventerà quasi una crema;
- riempi quei buchi con l’emulsione e cospargili di sale grosso;
- quando il forno è in temperatura, inforna per una mezz’ora a mezza altezza.
A me è andata di lusso!