Se si chiamano tumori, un motivo ci sarà.
dal latino, tumor oris: ESSERE GONFIO!!! É bellissimo, perché è tutta la vita che scorengio come una locomotiva e tò, va cosa succede! E pensate che roba se non ci avessi dato dentro! C’è Teo che ancora si ricorda quella al ritorno da Gardaland, all’altezza dell’uscita di Monza verso la tangenziale nord. Da quel momento in quel punto ci son sempre stati almeno dei rallentamenti. É andata così.
Ma tornando a noi: si, è così che vanno chiamati! TU-MO-RI.
In quest’annoemmezzo li ho sentiti chiamare in qualsiasi modo:
- “la brutta malattia”
- “il male”
- “quello insomma”
- la malattia
- i demoni
- il terrore
Potrei andare avanti, la lista è lunga. Ma perché avere paura di pronunciare un nome? Se mi chiamassero “il ragazzo”, io mica mi girerei; se mi chimassero “quello alto”, tirerei dritto; se mi chiamassero Sergio, oppure “ehi tu che pisciando superi una station wagon per la lunga”, allora mi girerei, ma sarebbe come se a questo punto lo chimassi “ehi astrocitoma anaplastico di terzo grado”; oppure “oh spaccatalamo”; o anche “Meloni dell’insula”, ma questi sono altri discorsi.
Non abbiate paura. Lo diceva anche Giovanni Paolo II. E lo abbiamo ripetuto anche nel nostro libretto di nozze.
E anzi: portategli rispetto! Gian direbbe “è una roba alla quale si ha il privilegio di dover dar del lei”. Ma dare del lei non vuol dire aver a che fare con Voldemort e non poterlo nominare. Anzi: nominatelo! chiamatelo! Più lo si chiama forte, più si rimpicciolisce. Non tanto il tumore in sé, ma l’energia negativa che è in grado di generare nelle persone che lo temono. E più si ha la consapevolezza che si sta affrontando un qualcosa di concreto, fisico, col quale interagire.
Si miei cari, energia negativa. Questa è l’avada kedavra dei miei due tumori. Chissenefrega del male che sta facendo a me “fisicamenete”. La cosa tosta è il male psicologico che sta facendo alle persone che amo, e che giustamente dopo un po’ si stanno facendo sopraffare.
Ora mi piacerebbe essere nel pieno delle forze, tornare come il Batman delle superiori (begins quindi) e salvare tutti.
Per farlo però avrei bisogno di:
- recuperare una soglia di tolleranza verso il prossimo tale per cui non vorrei uccidere tutti ogni giorno;
- recuperare la capacità di dare la forma standard alla settimana, fatta quindi di giorni (e non di istanti), collocati in ordine e separati dal lunedì alla domenica (batman non può avere le mani impegnate a guardare l’agenda, se no ciao);
- recuperare e mantenere stabile la lista di chi salvare. Ogni giorno la cambio, ma quasi sempre con del raziocinio lucidità e freddezza, che però tendo poi a dimenticare, e alè che si ricomincia;
- diasttivare (e dimenticare) la modalità risparmio energetico che mi fa pisolare qasi ogni pomeriggio: questa storia della sostenibilità forazata inizia a starmi un po’ sul cazzo;
- Fare l’elenco delle persone a cui chiedere scusa: ovviamente non ricordo il motivo, ma loro sicuramente sì
- Fare l’elenco delle persone con le quali sono in debito (sì, anche monetario) e far vedere l’oro (con l’apostrofo eh) che qualcosa eppur si muove
- I punti 5 e 6 potrebbero essere riassunti in “pulirsi la coscienza” , ma questo è un mio dettaglio
Non sto a farvi la lista delle persone. Capirete voi stessi se ne fate parte oppure no. E non so quale delle due sia meglio 😀
Questo post è nato con un obiettivo, poi si è fatto prendere per mille divagazioni (di cui molte inutili). Portate pazienza, rideteci su, purché mi raccomando: non abbiate paura!
E anzi, ricordate: gli orsi non hanno paura!